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La storia di Salvatore. Grazie ad un "microchip" impiantato sotto la pelle è stato scoperta la causa dei suoi svenimenti
6 marzo 2019

La storia di Salvatore. Grazie ad un "microchip" impiantato sotto la pelle è stato scoperta la causa dei suoi svenimenti

Negli ultimi mesi, Salvatore aveva presentato diversi episodi di sincope cardiaca. Gli esami effettuati, tra i quali lo studio elettrofisiologico, non erano stati dirimenti. Solo l’impianto di un loop recorder ha consentito di arrivare a una diagnosi certa, permettendo di impostare la terapia più idonea. Ma cosa sono le sincopi cardiache e come si diagnosticano? Ne parliamo con il Dott. Giuseppe De Martino, Responsabile del Gruppo di Aritmologi Servisan.

“La sincope, o svenimento, è una temporanea perdita della coscienza, dovuta a una transitoria riduzione del flusso di sangue al cervello. Un episodio di sincope solitamente si risolve spontaneamente in pochi minuti”.

Dott. De Martino, le sincopi sono pericolose per chi ne soffre?

“Dipende dalle situazioni: dalle condizioni del paziente e dalle patologie alla base del disturbo. In base alla causa che le provoca, le sincopi sono suddivise in neuro-mediate, ortostatiche, cardiache e cerebrovascolari. Per quanto riguarda i rischi, la sincope può avere una prognosi totalmente benigna, ma può anche essere una condizione molto pericolosa, portando alla morte, per questo non deve mai essere sottovalutata ed è importante una diagnosi accurata. Nel caso di Salvatore si trattava di sincopi cardiache dovute ad un blocco atrio ventricolare che si protraeva a lungo, esponendolo ad un rischio molto alto”.

Come viene fatta la diagnosi?

“Innanzitutto, occorre fare diagnosi differenziale, al fine di comprendere di che tipo di sincope si tratta: occorre quindi valutare a fondo la storia clinica del paziente e l’eventuale presenza di malattie cardiache. Inoltre, occorrerà comprendere le modalità con le quali avviene lo svenimento, la presenza di malattie o episodi di morte improvvisa in famiglia, la terapia assunta dal paziente. Successivamente si procederà con esami strumentali quali l’elettrocardiogramma, l’ecocardiogramma, il tilt test, il monitoraggio elettrocardiografico, tramite holter o loop recorder, e lo studio elettrofisiologico”.

Nel video si parla appunto di loop recorder, che tipo di esame è e come funziona?

“Il loop recorder è un piccolo dispositivo che si impianta sottocute, all’altezza del cuore, e consente un monitoraggio elettrocardiografico per un periodo di tempo molto lungo, anche oltre i 3 anni. È molto utile in tutte quelle situazioni, come quella di Salvatore, in cui esami anche molto sofisticati, come lo studio elettrofisiologico, non hanno consentito di arrivare ad una diagnosi certa. Una volta impiantato, il loop recorder può essere “interrogato” dall’aritmologo, che può così comprendere quello che accade durante episodi che possono non verificarsi durante esami di durata più breve. Nel caso di Salvatore, il loop recorder ci ha permesso di vedere quello che accadeva al suo cuore durante lo svenimento e quindi di scegliere la terapia più indicata: in questo caso l’impianto urgente di un pacemaker”.

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