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La storia di Saverio
1 luglio 2019

La storia di Saverio, affetto da sindrome di Brugada e portatore di Defibrillatore

La storia di Saverio, affetto da sindrome di Brugada e portatore di Defibrillatore, che, grazie al Dott De Martino, alla sua equipe degli aritmologi Servisan ed alla Clinica Mediterranea è stato guarito senza dover fare "viaggi della speranza" al Nord. La Sindrome di Brugada è una malattia genetica che può causare aritmie ventricolari che portano all'arresto cardiaco.

La storia di Saverio, affetto da sindrome di Brugada e portatore di Defibrillatore, che, grazie al Dott De Martino,  alla sua equipe degli aritmologi Servisan ed alla Clinica Mediterranea è stato guarito senza dover fare "viaggi della speranza" al Nord. 

La Sindrome di Brugada è una malattia genetica che può causare aritmie ventricolari che portano all'arresto cardiaco. Nei casi più gravi essa va trattata con l'impianto di un defibrillatore, apparecchio in grado di interrompere le aritmie ventricolari con una scarica elettrica che evita l'arresto cardiaco.
Purtorppo la scarica elettrica è  dolorosa e quando le aritmie si ripresentano troppo frequentemente il paziente finisce per non tollerare più  le tante scariche.  In questi casi occorre effettuare un'ablazione per eliminare alla radice il problema.

L'ablazione consiste nel bruciare le cellule malate che causano le aritmie nel Brugada. A differenza delle altre ablazioni questa non può essere effettuata attraverso le vene ma richiede di accedere alle pareti esterne del cuore. La tecnica in uso è complessa e rischiosa e per questo motivo solitamente effettuata in pochi centri al mondo (in Italia solo in alcuni del Centro e del Nord).

Essa prevede infatti una puntura alla cieca con un ago sul torace per accedere al pericardio, il sacco che si trova intorno al cuore. Il rischio durante la puntura è  quello di lesionare le pareti ed i vasi del cuore.  《 Alla Mediterranea abbiamo sperimentato con successo una nuova tecnica》spiega il Dott. Giuseppe De Martino, Responsabile della Unità per la cura delle Aritmie e dello Scompenso Cardiaco della stessa clinica.  《Questa tecnica è il frutto della collaborazione forte che si è creata in Mediterranea fra elettrofisiologi, cardiochirurghi ed emodinamisti e che ci ha portati a realizzare uno dei centri mondiali più  importanti per la terapia ibrida della fibrillazione atriale. Grazie all'esperienza maturata in questo ambito abbiamo applicato la tecnica anche all'ablazione del Brugada.

Effettuiamo un taglio di 3 centimetri attraverso il quale accediamo chirurgicamente al pericardio e quindi senza alcun rischio. Questa tecnica ci da anche il vantaggio di poterci muovere al suo interno con maggiore facilità e di poter applicare le bruciature con  migliore contatto e maggiore efficacia. Alla fine della procedura - continua il Dott De Martino-  è  anche possibile posizionare un drenaggio in silicone che evita complicanze nel postoperatorio. La procedura è eseguita in anestesia generale, dura un paio di ore e solitamente i pazienti vengono dimessi dopo 48 ore》. 《Questa nuova tecnica è stata applicata per la prima volta pochi giorni fa ad un paziente di 50 anni che aveva avuto ripetute "tempeste aritmiche" che gli avevano provocato ripetuti arresti cardiaci ed altrettante scariche del defibrillatore. Dopo l'ablazione il paziente non ha avuto più aritmie ed è  stato possibile dimetterlo in ottime condizioni dopo sile 48 ore dall'intervento. Il giorno dopo la dimissione il paziente ha anche subito ripreso il suo lavoro.》, conclude il Dott. De Martino. La nuova tecnica chirurgica è una delle novità scietifiche introdotte in clinica Mediterranea dopo l'avvio della collaborazione con la Neuromed, istituto di ricerca a carattere scientifico, che anni rappresenta un punto di eccellenza nel panorama della sanità nazionale.

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