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Cuore e malattie cardiovascolari, l
8 maggio 2018

Cuore e malattie cardiovascolari, l'importanza della prevenzione

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, in Italia 127 mila donne e 98 mila uomini muoiono a causa di malattie cardiache o ictus. La prevenzione svolge un ruolo fondamentale per le patologie che colpiscono il cuore e possono rivelarsi fatali. Ne abbiamo parlato con il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore di Servisan.

Uno dei fattori che espongono il cuore al rischio di malattie cardiovascolari è il sovrappeso: un problema che colpisce sia per via di cattive abitudini alimentari che per colpa del poco esercizio fisico. «La popolazione italiana - afferma il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo Servisan - è sedentaria: i maschi lo sono nel 35% dei casi, mentre le donne salgono al 45%, con una prevalenza al sud rispetto al nord». Scarsa attività fisica e alimentazione poco corretta possono portare al sovrappeso e all’obesità, che a loro volta possono causare diabete e malattie cardiovascolari. «Il 30% della popolazione è in sovrappeso - sottolinea lo specialista - e il 10% obesa, una condizione che ha iniziato a diffondersi anche tra i bambini, dove uno su tre è affetto da obesità. I genitori devono sapere che se non si interviene presto, questi bambini hanno il triplo del rischio di sviluppare da grandi il diabete. Per questo motivo la prevenzione, dovrebbe cominciare anche nelle scuole oltre che in famiglia».

Quali sono i fattori di rischio delle malattie cardiovascolari?
I fattori che possono portare allo sviluppo di patologie cardiovascolari sono tanti e in alcuni soggetti possono concorrere in maniera multifattoriale. «Alcune persone - spiega il dottor Giuseppe De Martino - possono sviluppare infarto a causa di ipertensione e diabete, altri perchè fumano, e altri ancora per cause genetiche: è evidente che, in presenza di più fattori di rischio, aumentano le probabilità di sviluppare una patologia cardiovascolare. Alcuni fattori però non sono modificabili, cioè non è possibile ridurre il rischio che ne consegue, come l’età e la familiarità. Altri invece, come il livello di colesterolo che è legato in parte alla dieta così come lo sviluppo di malattie come il diabete, l’abitudine al fumo e l’ipertensione, si possono modificare e tenere sotto controllo con lo stile di vita. Infatti, alcuni di questi fattori - precisa il direttore del gruppo Servisan - sono legati all’obesità che apre la strada alla sindrome metabolica, una condizione considerata l'anticamera di molte patologie a carico del cuore e dell’apparato cardiovascolare, ictus, diabete, ipertensione e alcuni tumori».

Come prevenire le malattie del cuore
Condurre uno stile di vita sano è il fulcro della prevenzione. Consumare cibi salutari, perdere peso se in sovrappeso, e fare attività fisica regolare aiutano a ridurre colesterolo e pressione arteriosa, nonché a evitare le cardiopatie associate. «L’attività fisica - dice l’esperto - non va immaginata come intensa. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità basterebbero trenta minuti di esercizio fisico almeno tre volte a settimana per ridurre i fattori di rischio per il cuore e mantenerlo in salute. Camminare a passo svelto o, per esempio, parcheggiare di proposito la macchina lontana qualche km dal posto di lavoro o da casa, può essere un valido pretesto per fare movimento e ridurre la sedentarietà. La dieta invece richiede solo consapevolezza e buon senso: in generale basta mangiare di meno, ma più fibre contenute in verdure e frutta, ridurre cibi ad alto contenuto di grassi e sale, e fare attenzione ai carboidrati».

Cuore, quali sono i segnali di allarme evidenti?
Il corpo manda segnali anche molto evidenti, che spesso, però, vengono ignorati. «Il metro, inteso come misura, è il marker più evidente per capire se la salute è a rischio - continua il dottor De Martino -. Se il girovita è sopra i 95 centimetri per gli uomini e gli 80 centimetri per la donna, significa che dobbiamo prestare maggiore attenzione ad alimentazione e attività fisica, e migliorare di conseguenza lo stile di vita. Obesità e sedentarietà vanno combattute tutti i giorni, fin da piccoli». Perché è così importante cercare di tenere sotto controllo il girovita? «Il grasso o tessuto adiposo che si accumula a livello dell'addome - spiega Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo Servisan - è diverso dal grasso sottocutaneo, chiamato anche pancetta, che serve a produrre ormoni. Il grasso addominale o viscerale, invece, deriva da un alterato metabolismo dei grassi, chiamato insulino-resistenza, che crea una situazione in cui l’insulina, l’ormone che riduce i livelli di glucosio (zuccheri) nel sangue, non riesce più a svolgere il proprio lavoro. Anticamera del diabete, l’insulino-resistenza porta il corpo a non regolarsi e l’eccesso di zuccheri nel sangue si trasforma in adipociti, cellule di grasso. Così - conclude lo specialista - aumentano i grassi cattivi che si depositano a livello dell’addome, con la conseguente possibile comparsa di diabete e cardiopatie coronariche, oltre all’aumento del rischio di ictus cerebrale».

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