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Extrasistoli ventricolari: il caso Astori - Intervista al Dott. Giuseppe De Martino
15 dicembre 2018

Extrasistoli ventricolari: il caso Astori - Intervista al Dott. Giuseppe De Martino

La notizia che Astori abbia ricevuto l'idoneità alla pratica sportiva nonostante presentasse delle extrasistoli ventricolari ha riportato alla ribalta questo tipo di aritmie.

La notizia che Astori abbia ricevuto l'idoneità alla pratica sportiva nonostante presentasse delle

extrasistoli ventricolari ha riportato alla ribalta questo tipo di aritmie.

Cosa sono le extrasistoli ventricolari, che rischio comportano e come curarle? Lo chiediamo al

Dr. Giuseppe De Martino, cardiologo aritmologo, responsabile dell'equipe di aritmologi Servisan,

che già in passato è intervenuto sul caso Astori intuendo che fosse stata una fibrillazione ventricolare la causa del decesso.

 

Cosa sono le extrasistoli ventricolari dott. De Martino?

“Le extrasistoli ventricolari sono aritmie che hanno origine nei ventricoli. Esse rappresentano dei "battiti in più" rispetto al ritmo normale. All'elettrocardiogramma si presentano con un aspetto allargato rispetto ai battiti normali.

 

Esistono diversi tipi di extrasistoli ventricolari, che variano per caratteristiche come precocità, sede di origine, organizzazione.”

 

Quali sono le cause che le determinano?

“Le extrasistoli possono comparire in persone sane, o in persone che hanno una malattia del cuore o di altri organi. Persone sane, infatti, possono presentare extrasistoli in alcune condizioni estremamente frequenti: stress, stanchezza, sforzi fisici, insonnia, tabagismo, abuso di caffeina, pasti abbondanti. A volte le extrasistoli possono anche comparire senza alcun motivo apparente. Le extrasistoli, inoltre, possono comparire durante qualsiasi malattia del cuore, e talvolta, esserne il primo segno. Infine, possono anche comparire in corso di malattie non cardiache, quali: malattie della tiroide, malattie gastrointestinali (reflusso gastro-esofageo, ernia iatale, gastrite), malattie metaboliche e renali (stati di acidosi, insufficienza renale, squilibri degli elettroliti).”

 

Quali sono i sintomi?

“Spesso le extrasistoli non danno alcuno sintomo. Talvolta però i pazienti possono avvertire sensazione di battito mancato, nodo in gola, palpitazione, ansia. Talvolta il paziente può accorgersene misurando la pressione arteriosa, o eseguendo un ECG o un Holter ECG delle 24 ore”.

 

Come si fa la diagnosi?

I sintomi riferiti dal paziente ed un elettrocardiogramma (ECG) sono spesso sufficienti. Talvolta può essere utile eseguire un Holter ECG delle 24 ore.”

 

Quale rischio comportano?

“Nella stragrande maggioranza dei casi le extrasistoli sono benigne e non comportano rischi per il paziente. Più che' rischiose di per sé, le extrasistoli ventricolari possono rappresentare una "spia" di patologie sottostanti più gravi e non facilmente diagnosticabili. Per escludere l'eventuale pericolosità è quindi fondamentale assicurarsi che non sia presente una malattia cardiaca sottostante. Solitamente un ecocardiogramma, ed a volte una prova da sforzo, possono aiutare ad escludere patologie nascoste. Nei casi dubbi può servire anche una risonanza magnetica.”

 

Quali sono le cure?

“Se si scopre una patologia sottostante, va curata la patologia stessa. In assenza di patologie cardiache sottostanti non occorre nessuna cura ed il paziente va rassicurato ed invitato a convivere col sintomo. Quando per il disturbo è frequente e mal tollerato, possono essere utili i farmaci antiaritmici o l'ablazione transcatetere. Quest'ultima è una tecnica da noi ampiamente praticata e che attraverso un sondino introdotto da una vena nell'inguine, consente di identificare e distruggere le cellule malate che causano l'exstrasistole.”

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