Loading...
Servisan migliori aritmologi campania e provincia

NEWS

Fibrillazione atriale, in cosa consiste l’intervento di ablazione?
21 agosto 2018

Fibrillazione atriale, in cosa consiste l’intervento di ablazione?

La fibrillazione atriale è un’aritmia che può aumentare il rischio di complicanze cardiovascolari anche gravi, come l’ictus. Oltre alla terapia farmacologica, è possibile trattare e risolvere la fibrillazione atriale con l’ablazione transcatetere. Ma in cosa consiste questo intervento? Risponde il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore di Servisan.

La fibrillazione atriale è una delle più comuni aritmie che può colpire il cuore. Per curarla, oltre la terapia farmacologica, può essere effettuato l’intervento di ablazione transcatetere. L’ablazione è indicata soprattutto in caso di fibrillazione atriale resistente alle altre terapie. La fibrillazione atriale provoca una perdita della capacità degli atri del cuore di portare sangue ai ventricoli, oltre ad alterare la regolarità del battito cardiaco. La fibrillazione atriale, inoltre, può aumentare considerevolmente il rischio di complicanze cardiovascolari anche gravi, come l’ictus cerebrale. È importante quindi intervenire per tempo.

 

 

In cosa consiste l’ablazione transcatetere?

Si tratta di una tecnica che punta a identificare e “bruciare” le zone da cui origina l’aritmia. L’intervento viene effettuato inserendo un cateterino introdotto nella vena femorale e giungendo, sotto sedazione e tramite guida ecografica, dentro il cuore, fino alla zona in cui si trovano le “cellule impazzite” che provocano l’aritmia. Alla fine della procedura, il ritmo del cuore torna regolare e lo specialista verifica, tramite il test di induzione, che tutto la fibrillazione atriale si sia risolta. Il test di induzione è importante: vengono inviati al cuore una serie di impulsi a frequenza molto elevata che, normalmente, possono scatenare aritmie. Queste aggressiva serie di scariche serve allo specialista per accertarsi che l’intervento di ablazione sia andato a buon fine. Dopo l’intervento il paziente comincerà fin da subito a stare meglio e in pochi giorni potrà riprendere la sua normale attività quotidiana.

 

Torna su