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Scompenso cardiaco, come riconoscerlo?
22 maggio 2018

Scompenso cardiaco, come riconoscerlo?

Lo scompenso cardiaco è una patologia tipica della terza età ed è tra le cause più frequenti di ricovero ospedaliero. Ma in cosa consiste e come riconoscerlo? Risponde il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo Servisan.

«Lo scompenso cardiaco o insufficienza cardiaca - spiega il dottor Giuseppe De Martino - si verifica quando il cuore non riesce più a pompare correttamente il sangue a tutti gli altri organi. I sintomi iniziali possono essere diversi, talvolta anche confusi con altre patologie».

I campanelli d’allarme: dispnea e gonfiore
La dispnea, cioè la difficoltà a respirare anche in attività semplici che non richiedono grandi sforzi o quando si è sdraiati, è uno dei possibili campanelli d’allarme. «A provocare la dispnea - precisa il dottor De Martino - può essere anche una moderata attività fisica, oppure può comparire di notte quando il paziente è a letto. Può accadere quindi di svegliarsi perché senta mancargli il respiro. Inoltre, la presenza di edemi, ovvero il gonfiore di gambe, piedi, caviglie, ma anche dell’addome, dovuto all’accumulo di liquidi, possono indicare l’insorgenza di uno scompenso cardiaco».

Fattori di rischio e diagnosi dello scompenso cardiaco
La valutazione clinica è molto importante in caso di presenza di sintomi, soprattutto per i soggetti a rischio come pazienti obesi, fumatori, affetti da diabete o fibrillazione atriale, o con una storia di cardiopatia ischemica. «Per diagnosticare lo scompenso cardiaco - precisa l’esperto - è necessario rivolgersi al proprio cardiologo. Il dosaggio sul sangue di peptidi natriuretici, permette di escludere o confermare che dispnea ed edemi siano dovuti a insufficienza cardiaca».

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