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Scompenso cardiaco, perché monitorare frequenza cardiaca e pressione
16 ottobre 2018

Scompenso cardiaco, perché monitorare frequenza cardiaca e pressione

Quando si soffre di scompenso cardiaco, è fondamentale tenere sotto controllo la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, ogni giorno a casa. Perchè? Lo spiega il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo direttore del gruppo Servisan.

Lo scompenso cardiaco (SC) o insufficienza cardiaca è una patologia molto diffusa nella terza età. Si verifica quando il cuore non riesce più a pompare correttamente il sangue a tutti gli altri organi. Si tratta di una cardiopatia cronica che necessita di importanti variazioni nello stile di vita del paziente. «Dopo la diagnosi di scompenso cardiaco - spiega il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo direttore del gruppo Servisan - è necessario che il paziente smetta di fumare, segua una dieta salutare e riduca nettamente il livello di sedentarietà. Molto importante anche l’adesione scrupolosa alla terapia farmacologica e l’automonitoraggio di pressione arteriosa e ritmo cardiaco. Questo, in particolare, affinchè il paziente sia parte attiva nel tenere sotto controllo la propria malattia».

Perché ascoltare il cuore?
Per capire perchè è importante che il paziente controlli pressione arteriosa e frequenza cardiaca, bisogna sapere che esistono due tipi di scompenso cardiaco: quello con frazione di eiezione ridotta e quello con frazione di eiezione conservata. «La frazione di eiezione è un parametro che permette di sapere quanto e se il cuore riesce a pompare il sangue in maniera efficiente - continua il dottor Giuseppe De Martino -. Nello scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta. l’obiettivo è di mantenere la frequenza cardiaca sotto i 70 battiti al minuto. Soprattutto in caso di fibrillazione atriale, una delle più diffuse aritmie, spesso è associata all’insufficienza cardiaca, il cuore non deve battere troppo velocemente per evitare che si affatichi. Inoltre, dato che lo scompenso cardiaco è una patologia progressiva, è importante monitorare anche la pressione arteriosa. Il rischio - sottolinea l’esperto - è che la patologia progredisca, considerato anche che i farmaci usati nella terapia dello scompenso cardiaco possono abbassare la pressione».

L’importanza di una dieta salutare
Il peso corporeo è un altro dei parametri che devono essere tenuti sotto controllo da chi soffre di scompenso cardiaco. Bisogna evitare aumenti di peso che possono suggerire un possibile accumulo di liquidi. «Il consiglio - sottolinea il direttore del gruppo Servisan - è di ridurre l’utilizzo di sale e quindi l’apporto di sodio. In base alle condizioni del paziente, il medico darà le indicazioni più adeguate sul tipo di dieta da seguire».

Scompenso cardiaco e terapia farmacologica
Durante la fase di ottimizzazione della terapia farmacologica, quando il dosaggio viene progressivamente aumentato, il controllo della frequenza e della pressione deve essere una routine quotidiana. «Una volta a regime - precisa il dottor Giuseppe De Martino - quando lo scompenso è stabile, il monitoraggio può essere anche settimanale. Le diverse tipologie di scompenso cardiaco, con frazione di eiezione ridotta o conservata, comportano una differente terapia farmacologica, che è un aspetto centrale nel trattamento di questa patologia. Con uno scompenso cardiaco con frazione di eiezione ridotta è prevista la somministrazione di betabloccanti, ACE inibitori, sartani e antialdosteronici. Vi è anche la recente novità del farmaco che ne combina due, Sacubitril e Valsartan, con l’obiettivo di migliorare il decorso della malattia e la qualità di vita del paziente, ridurre la probabilità di ricoveri ospedalieri e, in definitiva, la mortalità. Invece, in uno scompenso cardiaco a conservata frazione di eiezione - conclude lo specialista - non esiste ad oggi una terapia farmacologica che cambi l’evoluzione della patologia».

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