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Fibrillazione atriale: è italiana la nuova tecnica chirurgica che aumenta le probabilità di guarigione
5 giugno 2018

Fibrillazione atriale: è italiana la nuova tecnica chirurgica che aumenta le probabilità di guarigione

La tecnica verrà presentata l’8 giugno, in anteprima mondiale al “MICS 2018 - The Mitral Conferences”, dall’aritmologo Giuseppe De Martino e i cardiochirurghi Giuseppe Nasso e Giuseppe Speziale. Si tratta di una tecnica innovativa di ablazione ibrida in pazienti con fibrillazione atriale, che aumenta la percentuale di successo nella cura. Un risultato che aumenta le speranze di guarigione per il 96% dei pazienti, rispetto al 60-70% con la tecnica tradizionale di ablazione transcatetere. I risultati saranno presentati nella sessione 5 di venerdì 8 giugno alle ore 17.00.

Il MICS 2018 è l’evento più importante, in cui vengono presentate e discusse le nuove procedure per trattare  la fibrillazione atriale e le patologie delle valvole mitralica e tricuspidalica. Quest’anno, proprio al prestigioso MICS 2018 - The Mitral Conferences, il congresso biennale della Mitral Academy che si tiene a Roma presso l’Università Pontificia Urbaniana, l'8 e 9 Giugno, il dottor Giuseppe De Martino, aritmologo e direttore del gruppo di Aritmologi Servisan di Salerno,  il dottor Giuseppe Nasso, cardiochirurgo e direttore della Cardiochirurgia del Anthea Hospital di Bari e il professor Giuseppe Speziale, direttore del Dipartimento di Cardiochirurgia del gruppo italiano GVM Care & Research, presentano i risultati della loro tecnica innovativa di ablazione ibrida nei pazienti con fibrillazione atriale.
 
 
Fibrillazione atriale: la rivoluzione della cura
Partendo dalla scoperta di nuove zone del cuore in cui si nascondono alcune delle cellule impazzite che causano la fibrillazione atriale, il dottor Giuseppe De Martino e il dottor Giuseppe Nasso sono riusciti a ripristinare il ritmo sinusale nel 96% dei pazienti affetti da fibrillazione atriale e precedentemente trattati, senza risultati, con tecnica classica. «Grazie a una equipe intraoperatoria che prevede aritmologo e cardiochirurgo insieme - spiega il dottor Giuseppe De Martino - siamo riusciti a ottenere risultati sorprendenti su pazienti affetti da fibrillazione atriale già sottoposti a molteplici ablazioni transcatetere senza risultati. Perfezionando la tecnica dell’ablazione ibrida, sviluppando uno schema innovativo che ha previsto il raggiungimento di nuovi target anatomici mai aggrediti in precedenza e situati in prossimità delle due “Auricole cardiache”, ovvero due cavità che si trovano negli atri del cuore, sono state effettuate ablazioni sia sul versante esterno che interno degli atri, riuscendo a interrompere la fibrillazione atriale e ripristinare il ritmo sinusale nel 96% dei pazienti trattati. Un risultato sorprendente e mai raggiunto in precedenza, considerato che la tecnica tradizionale, che prevede la sola ablazione transcatetere, ha una percentuale di successo media del 60-70%».
«La Fibrillazione atriale - spiega il dottor Nasso - è una sorta di “epidemia” poiché in forte crescita nelle popolazioni occidentali. La sua prevalenza infatti aumenta con l’invecchiare della popolazione. Basti pensare che, dopo i 65 anni, 1 persona su 10 sarà affetta da fibrillazione. Se poi consideriamo che la fibrillazione atriale è  fra le principali cause di ictus cerebrale, si può facilmente capire quanto questa malattia rappresenti un problema sanitario e sociale  importante. La forma di fibrillazione atriale più frequente nella popolazione è quella cosiddetta “persistente long-standing”, ossia quella di lunga durata. Ad oggi, le cure farmacologiche e chirurgiche/ablative avevano dato risultati deludenti nei pazienti con questo tipo di fibrillazione. Il nostro pionieristico lavoro - conclude il cardiochirurgo - rappresenta un passo in avanti determinante per la cura della fibrillazione e la prevenzione delle sue catastrofiche conseguenze. Avere una terapia finalmente così efficace potrebbe consentirci di contrastare in modo più deciso questa malattia tanto diffusa e invalidante».
 
L’innovazione dell’ablazione ibrida
È definita ibrida poiché prevede il contemporaneo utilizzo di due tecniche ablative: l’ablazione trancatetere che attraverso una puntura della vena femorale consente di bruciare e ripulire cellule impazzite dal versante interno del cuore, e l’ablazione epicardica, diretta alla superficie esterna del cuore. L’ablazione ibrida è indicata in pazienti affetti da fibrillazione atriale già sottoposti all’ablazione tradizionale transcatetere senza successo o che presentano una fibrillazione atriale “persistent-longstanding”, cioè una fibrillazione atriale che si protrae da mesi o anni.
 
Il MICS 2018 - The Mitral Conferences
Il MICS 2018 - The Mitral Conferences è il congresso biennale organizzato dalla Mitral Academy, associazione con sede in Italia, raccoglie i maggiori esperti mondiali di cardiochirurgia ed è  nata con l’intento di promuovere la cultura della valvola mitrale e favorire il confronto e l’aggiornamento dei professionisti.
Le presentazioni meritevoli verranno pubblicate in giornali indicizzati nel world of science. Maggiori informazioni sul sito ufficiale www.mics2018.it.    

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